L'esercizio provvisorio: cos'è?

Ritratto di Giacomo Barbieri

La Sezione Fallimentare del Tribunale di Bologna, presieduta dal dott. Pasquale Liccardo, si contraddistingue a livello nazionale per il largo ricorso all’istituto dell’esercizio provvisorio, utilizzato in maniera coraggiosa e responsabile nella prospettiva di meglio tutelare la conservazione del patrimonio industriale italiano ed i posti di lavoro.

L’esperienza del Tribunale bolognese pare dimostrare infatti che la gestione di affidata ad un Curatore sempre più manager possa facilitare la conservazione dei posti di lavoro, evitare la dispersione di un know-how tecnico-industriale e commerciale costruito in decenni di continui e successivi affinamenti, favorisca il subentro di nuovi investitori, maggiormente disposti a scommettere sul rilancio di un’azienda viva e vitale piuttosto che speculare su macerie e rottami. Macerie e rottami che, una volta privati della loro “anima”, più volgarmente nota come “avviamento commerciale”, perdono di interesse per chiunque.

Attraverso l'esercizio provvisorio, specie se questo viene concesso contestualmente alla dichiarazione di fallimento, l'azienda fallita viene autorizzata a proseguire la propria attività ordinaria nella prospettiva di essere più facilmente ricollocata sul mercato. A differenza di alcuni decenni fa, quando gli elementi materiali e tangibili costituivano e ben rappresentavano il valore dell'azienda, oggi è più realistico percepire l'azienda come un vero corpo vivente, fatto di contratti, di conoscenze e di organizzazione.
Il valore materiale dei beni non rappresenta che una parte, spesso marginale, del vero valore di un'azienda contemporanea.

Per questa ragione è vitale, per il successo dell'attività liquidatoria condotta dal curatore e per consentire quindi maggior soddisfazione dei creditori concorsuali, che le procedure concorsuali non disgreghino il residuo valore che ancora potrebbe esistere alla data del fallimento.

Dal punto di vista dei creditori si tratta il più delle volte di accettare una vera e propria scommessa, mettendo in gioco l'attivo che sarebbe immediatamente disponibile a fronte della auspicata possibilità di accrescerlo per effetto della gestione svolta dall'esercizio provvisorio. Potremmo anche dire che si tratta di un rischio solo apparente nella misura in cui in caso di blocco dell'attività rappresenta il più delle volte la certezza di non ottenere nulla.